Le immagini più belle della promozione del Frosinone

Fotografie e clip che resteranno indelebili nella storia del club ciociaro

Nella foto LaPresse la premiazione del Frosinone

 

Il Frosinone ha ottenuto con merito al termine di un campionato di Serie BKT comandato dall’inizio alla fine la promozione in Serie A. Negli ultimi mesi il traguardo non è stato mai in discussione ma la storia, si sa, necessita sempre una data.

 

Il 1° maggio la squadra ciociara ha superato col punteggio di 3-1 la Reggina al Benito Stirpe legittimando il dominio di un’intera stagione e regalando immensa gioia al proprio popolo. Con un organico a fortissima trazione italiana costruito sapientemente dal direttore Guido Angelozzi, alla seconda scalata fino al massimo torneo italiano nel giro di 4 anni dopo quella con lo Spezia, e diretto da Fabio Grosso che ha fatto registrare numeri perentori. Col miglior attacco con 57 reti e miglior difesa assieme al Genoa, un gruppo ben assortito costituito da giovani di fame e spessore tecnico e profili più esperti che hanno garantito stabilità e conoscenze ha centrato per la terza volta negli ultimi dieci anni di calcio giallazzurro la Serie A. La visione del presidente Maurizio Stirpe è stata premiata, la progettualità dimostrata ha trovato riscontri pratici sul terreno di gioco.


 

L’ottimo lavoro realizzato dalla società ha contribuito a rendere una piccola città come quella laziale tra le più calde del panorama italiano. Nonostante le piogge torrenziali che hanno fatto da sfondo della giornata della promozione e della premiazione, la cornice di pubblico è stata straordinaria non soltanto all’interno ma anche all’esterno dell’impianto di ultimissima generazione fortemente voluto dalla proprietà. In 16.000 hanno spinto i propri beniamini al raggiungimento dell’obiettivo, confermando un dato quest’anno straordinario. Il Frosinone è stato il club di Serie BKT che ha potuto vantare la più alta percentuale di affluenza allo stadio in relazione al numero di abitanti (46.120).

L’idea di pianificazione della società non riguarda solo l’aspetto infrastrutturale o il calciomercato, ma abbraccia anche la gestione tecnica. Fabio Grosso in Ciociaria è riuscito per la prima volta in carriera a esprimersi con la continuità necessaria per poter dimostrare la propria abilità. Significativa fu la scelta, manifestata a mezzo stampa, compiuta immediatamente dopo il nono posto finale dello scorso anno: una conferma priva di dubbi e perplessità, nonostante i playoff non centrati. Dimostrazione di fiducia e stima delle qualità del mister, che con un organico ulteriormente rodato e migliorato ha trovato terreno fertile per le sue idee. La superiorità mostrata in una Serie BKT iper-competitiva è frutto della serenità di un ambiente in cui tutti riescono a trovare la propria dimensione.

Proprio tutti, un formidabile esempio è Giuseppe Caso. Prelevato da un Genoa con abbondanza nel reparto offensivo, la seconda punta ha avuto l’opportunità di misurarsi a un livello superiore rispetto a quello della precedente stagione. Se a Cosenza era stato essenziale col suo calcio istintivo per ottenere la salvezza attraverso i playoff, a Frosinone ha dovuto sgrezzarsi per poter incidere in chiave promozione. Più associativo e meno testardo, più freddo sotto porta e tatticamente maggiormente ordinato, coi suoi 9 gol e 3 assist il classe 1998 scuola Fiorentina è stato protagonista assoluto dello splendido viaggio compiuto dai giallazzurri ed è ora pronto per misurarsi con la Serie A.

 

 

Se il reparto offensivo ha garantito una simile resa, il segreto sta nella sua profondità. Colui che lo ha guidato nei frangenti più importanti siglando tante reti pesantissime è però Samuele Mulattieri. L’attaccante dell’Italia Under 21, prelevato in prestito dall’Inter, è riuscito a confermare per un campionato intero quanto di buono fatto intravedere nella precedente annata a Frosinone. Prima punta tecnica, capace di venire incontro e legare il gioco, ha sviluppato un killer instinct notevole: con 12 gol è stato il miglior marcatore della squadra e a essi vanno abbinati 4 assist che ne testimoniano la visione di gioco e la completezza.


Individualità importanti si sono inserite in un gruppo solidissimo ed eterogeneo. A guidarlo sul campo c’è stato capitan Fabio Lucioni, alla quarta promozione dalla Serie BKT con 3 maglie diverse. Il difensore centrale è uno dei volti più iconici dell’ultimo decennio di cadetteria, una garanzia di serietà, costanza ed efficacia.

Accanto a lui si è fatto notare un leader assai più giovane, ma dall’enorme personalità. Il portiere classe 2001 di proprietà del Sassuolo ha completato il proprio percorso di formazione iniziato nel 2021/22 alla Reggina e lo ha fatto in grande stile.

Venti clean sheet in 36 presenze, porta inviolata in più del 50% delle apparizioni stagionali. Numeri che raccontano la sua crescita e lo spessore del reparto difensivo che ha ben guidato. Un giocatore unico nel rapporto che riesce a stabilire con compagni e tifoseria, più di una volta in questa stagione lo abbiamo visto con megafono in mano, incitare e guidare i propri tifosi per alcuni cori letteralmente sotto la curva.

 

Il presidente Maurizio Stirpe può dunque godersi il proprio capolavoro, figlio di rigore metodologico e scelte mai banali. Il Frosinone torna in Serie A lanciando un messaggio chiaro: con conti in ordine, ambiente tranquillo e maturo e un ottimo scouting vincere è più che possibile.

 

 

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