Nel ricordo dell’eterno Renato Curi

Il 20 settembre 1953 nasceva il giocatore che il Perugia ricorderà a vita

Nella foto Renato Curi con la maglia del Perugia

 

“Scusa Ameri, sono Ciotti, il Perugia è passato in vantaggio, rete di Curi su cross da destra di Novellino, niente da fare per Zoff”. Il 16 maggio 1976 l’Italia calciofila concentra tutta la propria attenzione su un giovane centrocampista di Montefiore dell'Aso, piccolo centro in Provincia di Ascoli.

Il centrocampista si chiama Renato Curi, è la “dinamo” del Perugia di Ilario Castagner, promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia undici mesi prima e protagonista di un campionato ragguardevole, ottavo posto finale impreziosito dalle vittorie con Torino e Juventus e dai pareggi a San Siro con Milan e Inter. Quel gol, segnato nello Stadio Pian di Massiano al monumento Dino Zoff, scuce lo scudetto dalle maglie bianconere e lo consegna al Torino di Gigi Radice. Per i granata è il primo (e ad oggi ultimo) tricolore dopo quelli conquistati dagli eroi di Superga.

Renato Curi il 16 maggio 1976 ha solo 22 anni, ma ha già sei stagioni da professionista alle spalle, quattro a Giulianova (due in D e due in C), una al Como in Serie B e quella del trionfo del Grifo, sempre in cadetteria.

Sembra la nascita di una bella e fortunata storia di calcio. Curi è l’interprete perfetto del “calcio totale” all’olandese che tanto piace emulare ai biancorossi umbri. In quegli anni si dice che sia finito nei radar di Fulvio Bernardini, il Commissario Tecnico della Nazionale chiamato al capezzale dell’Italia dopo il disastro di Germania 1974 e, soprattutto, nelle grazie di Gigi Radice che lo avrebbe visto benissimo accanto a Pecci, Sala e Zaccarelli.

Il gol a Zoff è il settimo in assoluto della sua carriera. Ne ha segnati altri due in Serie A, al Torino e uno al Cesena. Il gol a Zoff sarà l’ultimo in campionato della sua carriera.

Quello che succede poi, nei successivi diciassette mesi da quel gol, è l’inconsapevole marcia di avvicinamento verso una delle pagine più tristi che il calcio italiano abbia vissuto.

Il 30 ottobre 1977 la Juventus arriva a Perugia per una partita che alla vigilia si preannunciava caldissima, le due squadre si presentarono infatti appaiate in testa alla classifica in coabitazione con Milan e Genoa. Renato Curi nella vittoriosa trasferta di Bologna del 23 ottobre, non ha giocato: è infortunato. Ma in settimana fa di tutto per recuperare e la mattina di domenica 30, nell’ultimo provino utile, risulta abile e arruolato.

Il resto è storia purtroppo nota. La partita è bloccatissima, condizionata da una pioggia torrenziale, Curi prende un colpo da Causio, Castagner valuta la sostituzione ma il centrocampista stringe i denti e chiede di giocare ancora. Al 52’ Curi si accascia al suolo, cade “come corpo morto, cade”. Scirea, Benetti e Bettega capiscono subito la gravità della situazione e urlano ai sanitari di correre, di fare presto.

 “Ho un cuore matto come Bitossi” (campione di ciclismo degli anni 60-70) aveva dichiarato Curi, appena un mese prima, in un’intervista.

“Dice­vano che ero malato e mi mandarono al Centro Tecnico di Coverciano per controllare il battito irregolare. Ma è il cuore di atleta, quando corro e mi affatico i battiti sono per­fetti”.

In campo arriva subito la barella, poi la corsa affannosa verso il tunnel, il massaggio cardiaco, i tentativi di rianimazione e la volata in ambulanza verso il Policlinico che dista da Pian di Massiano meno di 4 km. Sette minuti di una corsa purtroppo inutile, la vita di Renato Curi era già volata via dall’erba dello Stadio di Perugia.

Stadio che 26 giorni dopo prenderà, per sempre, il suo nome, nel ricordo dell’eterno Renato Curi.  

 

 

 

 

Tutte le news

Serie BKT

Jayden Oosterwolde, un 2001 dalla grande personalità per il Parma

Il terzino olandese è diventato titolare inamovibile dopo l’apprendistato della passata stagione

Serie BKT

Luca Belardinelli: al Südtirol per diventare grande

Il giovane in prestito dall’Empoli è diventato un elemento fondamentale nello scacchiere di Bisoli

Presidente Mauro Balata
Lega B

Assemblea LNPB, riforme e risparmio energetico temi principali

Necessità di confronto con le altre componenti per condividere riforme decise e strutturali che rilancino il mondo del calcio italiano attraverso…

Serie BKT

Ettore Gliozzi, sempre troppo sottovalutato

Il nuovo attaccante del Pisa ha offerto prestazioni e quantità nelle sue ultime esperienze, con D’Angelo potrebbe vivere il momento migliore

Serie BKT

Mehdi Dorval, una piacevole sorpresa sulla fascia

Il terzino del Bari è uno dei giovani da non perdere di vista in questa stagione

Serie BKT

L'internazionale Pairetto per Pisa-Parma

Designati dalla CAN arbitri e assistenti dell'8a giornata della Serie BKT

loading
expand_less