L’importanza di avere Lapadula in squadra

Un attaccante che diventa ancora più letale nei playoff della Serie BKT

Nella foto LaPresse Gianluca Lapadula

 

Gianluca Lapadula, giunto alla seconda stagione di fila in Serie BKT, sta dimostrando di essere una certezza assoluta in termini realizzativi.

L’attaccante italo-peruviano, che ha ceduto alla corte del Cagliari nella scorsa estate, è in testa al Pablito grazie ad un percorso costante che ha subito una netta impennata nel 2023 con la media realizzativa innalzatasi vertiginosamente. Considerando questo torneo in corso, al netto della parentesi di Cesena a fine 2012, è il terzo vero campionato di Serie BKT per Lapadula che è, numeri alla mano, una sentenza per la categoria ed una garanzia per le squadre che decidono di puntare su di lui.

La prima stagione da titolare in Serie B, infatti, è quella 2015-2016; il nativo di Torino, dopo aver trovato la verve realizzativa in Slovenia col Gorica (il cui compagno di reparto era il due volte Pablito in carica Massimo Coda), e dopo aver fatto conoscere alla Lega Pro le sue doti con la maglia del Teramo (in coppia con Donnarumma), sposa il progetto del Pescara.

Gli adriatici, allenati da Massimo Oddo, si rendono protagonisti di un ottimo campionato. L’attacco di quella squadra era composto da Caprari e dal miglior Lapadula di sempre.

Il calciatore, che grazie a quell’annata arrivò a vestire la maglia del gloriosissimo Milan, realizza 27 reti nella regular season; un numero spropositato di gol arrivati in ogni modo (tranne che su rigore, dinamica che valorizza ancor di più il dato): da rapinatore d’area, di sinistro, di destro, di testa ed addirittura per ben due volte, con Vicenza e Cesena, in rovesciata. L’Italia conosce le capacità realizzative e le grandissime doti di sacrificio di Lapadula che però, nonostante le 27 marcature, non riesce a portare il Pescara in Serie A diretta.

Si passa dalla lotteria dei playoff dove l’attaccante mette in mostra il suo killer instinct: rete al Novara sia all’andata che al ritorno in semifinale e, soprattutto, gol nella finale d’andata contro il Trapani all’Adriatico. È l’anno del Delfino in Serie A, delle lacrime di Cosmi dopo la clamorosa impresa sfiorata ma, soprattutto, è l’anno in cui Gianluca Lapadula rifila un distacco di 10 reti ai propri diretti inseguitori nella classifica capocannonieri mettendo il suo nome sulla mappa dei bomber più decisivi della Serie B.

Dopo diverse avventure in Serie A, l’attaccante del Cagliari torna in Serie BKT nella scorsa stagione.

A puntare su di lui è il Benevento di Vigorito che un anno prima affida le chiavi del proprio attacco a Lapadula. La stagione, dopo aver chiuso l’annata precedente in Serie A con 8 reti, tra gli impegni in Nazionale col Perù e diversi problemi fisici, non segue una linea retta ma, ciò nonostante, il contributo di Lapadula è tastabile e, come sempre, determinante: le presenze in stagione regolare sono solo 21 ma i gol 11. Ancora una volta doppia cifra raggiunta ma, così come nella prima esperienza, la specialità di Lapadula sono i playoff.

Al Benevento non riesce l’impresa ma la presenza del centravanti agli scontri post-season equivale ad una sentenza: gol decisivo ad Ascoli per superare lo scoglio in una sfida dall’unico risultato a disposizione per i giallorossi e, 4 giorni dopo, rete dell’1-0 definitivo contro il Pisa di D’Angelo che permette ai campani di poter sognare salvo doversi arrendere in Toscana al medesimo risultato ed all’eliminazione.

Il campionato di Lapadula al Cagliari è sì distante dalle medie incredibili dell’annata di Pescara ma è comunque in linea con i numeri dei bomber di categoria del recente passato. Alla componente realizzativa, oltre che alla solita generosità che da sempre contraddistingue la carriera di Lapadula, l’italo-peruviano ha aggiunto al suo bagaglio una dote che si acquisisce e che, se la si possiede, prima o poi viene fuori: la leadership.

L’attaccante è condottiero e realizzatore di una squadra che, a meno di clamorosi ribaltoni, sarà tra le partecipanti ai playoff. Il Cagliari, oltre che all’esperienza di Sir Claudio Ranieri, sa già che ai playoff avrà dalla sua quella che per gli altri, sino a questo momento, è stata una sentenza: la presenza di Lapadula.

 

 

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