Il nuovo Cosenza della Generazione Z

Il club calabrese ha avviato una politica che guarda al futuro

Nella foto La Presse l'esultanza dei giocatori del Cosenza al termine della gara con il Modena

 

Giunto alla quinta stagione consecutiva in Serie BKT, il Cosenza ha intavolato un nuovo corso da percorrere con rinnovata convinzione, tanta lucidità nelle scelte sportive dettate in buona parte dal nuovo direttore sportivo Roberto Gemmi, e una stabilità che farà certamente bene al gruppo e al club.

Dopo due annate in cui il club è prima stato riammesso a seguito di una retrocessione, poi salvato dai playout (rispettivamente nel 2020-2021 e 2021-2022), i Lupi hanno deciso di cambiare rotta e dirigersi verso l’equilibrio che solo la programmazione mista al talento è in grado di conferire. Decisioni mosse dal desiderio di costruire una squadra retta da una linea giovane, dinamica, talentuosa, in due parole: una nuova linea verde del Cosenza.

Le gemme del settore giovanile 

Inevitabile partire da due talenti che, per continuità e impatto, spiccano nel progetto di calcio cosentino.

Entrambi provenienti dal settore giovanile. Aldo Florenzi e Massimo Zilli hanno legittimamente occupato le copertine nella scorsa annata. Florenzi, la mezzala, è stata prima una sorpresa, poi una certezza, agli occhi di ogni appassionato alle vicende riguardanti il campionato cadetto. Classe 2002, i vent’anni sulla carta d’identità nascondono una conoscenza del gioco da veterano, dote elevata da notevole tecnica, tanta personalità e indiscutibile capacità atletica.

Zilli, il centravanti, ha invece trovato spazio nel finale di stagione, dopo aver dominato la scena in Primavera 2, dov’è spesso stato capitano, prima di prendersi la scena con il gol fondamentale segnato all’ultima giornata contro il Cittadella, grazie al quale i Lupi hanno potuto giocarsi la permanenza ai playout, poi vinti, contro il Vicenza.

Rientrato dal prestito al Castelnuovo Vomano, Thomas Prestianni, altro 2002, non si è tirato indietro quando è stato chiamato ad occupare un ruolo in mediana. Un lavoro, quello del settore giovanile rossoblù, guidato da un professionista del settore come Sergio Mezzina, Responsabile del settore giovanile e figura cruciale nella salvaguardia e nello sviluppo delle gemme del club.

Generazione Z al potere 

La linea verde ricercata e perseguita dal club ha portato alla corte di Davide Dionigi profili appartenenti a quella comunemente definita Generazione Z, giovanissimi calciatori che dovranno trascinare il club con la propria voglia di stupire e affermarsi.

Paolo Gozzi (2001) cercherà spazio al centro della difesa, mentre Marco Brescianini (2000) è un centrocampista che ha già dimostrato di poter fare male con i suoi inserimenti in avanti, proprio come fatto nella seconda giornata contro il Modena, con una rete da 3 punti e primato provvisorio per il Cosenza.

Davide Merola, per chi ha avuto modo di seguire il Foggia di Zeman nello scorso Girone C di Lega Pro, è un calciatore che offre tante possibilità tattiche e un importante bagaglio tecnico, che il boemo ha saputo valorizzare e consegnare alla Serie BKT per poter incidere. Attaccante classe 2000, parliamo di un elemento che ha già discreta esperienza tra i professionisti.

Esperienza, faro che ha guidato Marco Nasti nella scelta della piazza calabrese dopo il percorso con le giovanili del Milan. Centravanti con capacità atletiche e la potenza che un numero nove deve avere nel DNA, il 2003 potrà imparare dalla convivenza con un calciatore migliorato col tempo come El Bati Larrivey. Menzionati i nati dal 2000 in poi, non mancano altri giocatori dalle prospettive ancora rosee: basti pensare a BrignolaPanicoVenturi e Hristov, tutti nati nel 1999.

Il Cosenza, dunque, vuole essere protagonista oggi e, al contempo, pensare al domani: la palla, ora, passa ai “giovani lupi”.

 

 

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