Un Empoli bello e sfortunato si arrende al Napoli

I toscani abbandonano la Coppa Italia dopo il 3-2 in casa dei partenopei.

Lotta fino alla fine ma si arrende alla qualità del Napoli l’Empoli di Dionisi, assente allo stadio Maradona dopo essere risultato positivo al Covid poco prima del match (al suo posto il vice Cozzi). Insieme all’allenatore out anche 3 calciatori e un membro dello staff per il Coronavirus ma nonostante questo i toscani mostrano grandi qualità con una rosa con tantissimi giovani in campo. Il Napoli, forte della maggiore qualità tecnica, prova a fare la partita e trova il vantaggio al 18′ con Di Lorenzo che di testa si avventa sul cross di Lozano e batte Furlan. L’Empoli non si scompone e, anzi, mostra personalità: prima Matos in rovesciata sfiora l’eurogol colpendo la parte alta della traversa, poi Bajrami azzecca il tiro a giro dal limite per battere Meret al 33′. La gioia toscana dura però solo 5 minuti perchè Lozano si avventa come un falco dopo un controllo errato di Zappella e dal limite lascia partire un destro imprendibile per Furlan. Nel finale della prima frazione ci prova anche Olivieri ma il talento scuola Juventus non è preciso sotto porta.

Nella ripresa il match resta vivo e le occasioni ci sono da una parte e dall’altra. L’Empoli trova nuovamente il pareggio al 68′ con Bajrami che, ancora una volta, prova il tiro a giro dal limite: il pallone, come in occasione della prima rete, sbatte prima sul palo e poi si insacca alle spalle di Meret.

A 13 minuti dalla fine un calcio d’angolo è fatale agli azzurri: Rrahmani di testa si vede rimpallare il tiro da Ricci sulla linea ma sulla ribattuta per primo arriva Petagna che fissa il punteggio sul 3-2.

Nel finale il match si accende con l’Empoli vicinissimo al pari prima con Damiani, su cui salva Koulibaly, e poi con Moreo che dal dischetto del rigore manda altissimo. Occasione anche per il Napoli con Fabian Ruiz che colpisce il palo dal limite.

Finisce dunque agli ottavi l’avventura dell’Empoli in Coppa Italia, competizione comunque abbandonata dai toscani a testa altissima.

Foto LaPresse.