Si parla troppo poco di Stefano Moreo

L’attaccante del Brescia si sta rivelando un elemento fondamentale per lo scacchiere tattico dei lombardi anche con Clotet in panchina

Nella foto LaPresse Moreo

 

Decisivo nella sfida vinta dal Brescia contro il Modena nella quinta giornata di Serie BKT, Stefano Moreo anche in questo inizio di stagione si sta confermando sui suoi livelli.

Dopo alcuni anni d’esperienza in questo campionato e grazie alle sue caratteristiche più orientate ad un ruolo associativo più che da finalizzatore, in Serie BKT Stefano Moreo diventa un fattore.

Al secondo anno di fila al Brescia, il gigante classe 1993 è uno degli attaccanti più distinguibili. Un calciatore che va oltre i numeri ed i gol e, la sua evoluzione tattica avuta nel corso della sua carriera, certifica quella che è stata una vera e propria trasformazione.

Partito dalla Serie D, campionato in cui centra la doppia cifra di reti con la Caronnese, Moreo passa poi alla Virtus Entella, compagine con cui esordisce in Serie BKT nella stagione 2014-2015. Il Teramo in Lega Pro e poi, nella stagione 2016-2017, la svolta della carriera di Moreo.

L’ambiziosissimo Venezia di Pippo Inzaghi lo chiama per rafforzare una rosa che punta alla promozione diretta. Moreo è uno degli artefici di quell’impresa con 10 reti segnare ed un legame con Inzaghi che ritornerà qualche anno dopo. Per lui, da quel momento, inizia la sua carriera da elemento fondamentale in Serie BKT.

Sei mesi a Venezia prima dell’anno e mezzo a Palermo: alla seconda stagione 6 reti e tantissime giocate utili alla causa che gli valgono la chiamata dell’Empoli, da sempre una big della Serie BKT: In Toscana l’attaccante milanese fatica nella prima stagione, è assoluto protagonista nella seconda in cui viene impiegato quasi sempre e contribuisce, con 4 reti, alla promozione degli “azzurri”.

Infine, l’approdo a Brescia (dove l’anno scorso ha ritrovato Pippo Inzaghi) che ufficializza la sua evoluzione in calciatore tanto atipico quanto fondamentale. Oltre alle reti, che saranno 10 a fine stagione, è proprio nell’anno alle Rondinelle che alcune dinamiche già viste ad Empoli diventano più frequenti trasformando Moreo in un calciatore unico. Nonostante la stazza di 191 cm circa, infatti, l’ex Palermo viene spesso utilizzato a supporto della punta o delle due punte. Un numero 10 con le caratteristiche da numero 9: una stranezza assoluta ma che ha una risposta ben precisa.

Oltre al fiuto del gol e al posizionamento in area di rigore, Stefano Moreo è un calciatore molto dedito al sacrificio, caratteristica per cui è amato da tutte le tifoserie per cui gioca, ma soprattutto è un attaccante da scacchiere tattico (che dice di ispirarsi a Mario Mandžukić). Un elemento che qualsiasi allenatore vorrebbe avere e che, per questo, trova spazio con facilità in qualsiasi zona del reparto avanzato, facendo la gioia di tecnici e staff che hanno un occhio attento alla questione tattica.

Di Stefano Moreo se ne parla troppo poco. Probabilmente, ad occhi meno attenti nelle valutazioni, a causa del numero di gol che potrebbe essere basso per un numero nove. Ma Moreo non è né un 9 né un 10: Stefano Moreo è semplicemente il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero.

 

 

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