Raffaele Celia, a suo agio sulla fascia

L’esterno della SPAL è riuscito ad emergere dopo una gavetta in tutte le categorie

Nella foto LaPresse Celia

 

Giunto alla seconda stagione in Serie BKT, Raffaele Celia è un profilo interessante da osservare, conoscere e approfondire. Un calciatore, il classe ’99, la cui storia contiene e mescola resilienza, passione e ambizione.

Passato dal giallorosso del Catanzaro al neroverde del Sassuolo, Celia arriva a imporsi in una Primavera che gli ha visto condividere lo spogliatoio con gente come Raspadori, Frattesi e Dany Mota.

Celia era uno di loro e, così come loro, oggi può dire di aver retto il passaggio nel calcio dei grandi, dove l’ambizione e la sfacciataggine di chi vuole fare carriera nel calcio, deve confrontarsi con le pressioni di una quotidianità certamente più intensa.

Dopo il settore giovanile, per il laterale sinistro (scoperto come terzino, ma oggi ottimo elemento anche come esterno in un centrocampo a cinque) il percorso non è stato contraddistinto da una linearità verso l’alto: Celia ha dovuto faticare per farsi notare in Italia.

La Serie C, vissuta con Cuneo e Alessandria, una parentesi in Serie D proprio con i Grigi, poi la tanto desiderata cadetteria, offertagli nella scorsa annata dalla SPAL, compagine dove attualmente milita.

L’esperienza Estense di Celia

Raffaele Celia è un elemento che è a suo agio negli spazi laterali, con la diligenza di chi si è sempre messo a disposizione dell’allenatore.

Nel corso della sua avventura spallina, Celia ha lavorato infatti con tre allenatori, ognuno dei quali legittimamente fautore delle proprie idee: Pep Clotet, oggi al Brescia, trasmette principi di gioco molto intensi, aggressione nella riconquista, poco propensi alle pause di riflessione durante la partita. Con lo spagnolo, dunque, Celia ha dovuto sperimentare la propria resistenza atletica.

Discorso parzialmente simile a quello messo in piedi con Roberto Venturato, anche lui allenatore che costruisce il proprio credo su concetti tanto qualitativi quanto dispendiosi in termini di corsa e letture. Tutto ciò prima dell’avvento di Daniele De Rossi, che alla prima esperienza in panchina sta cercando di plasmare una SPAL elegante, fine nel palleggio, imprevedibile nei cambi di posizione, bella da vedere in senso lato.

In questo disegno, Celia è diventato un giocatore che tocca tanti palloni, che ama associarsi, ma che è ascrivibile alla categoria dei laterali che occupano tutta l’intera fascia. Il giocatore della SPAL si sta certamente completando, soprattutto in termini di presenza e pericolosità offensiva, certamente avvantaggiata, dalla sua posizione in campo e l’avanzamento di qualche metro che De Rossi gli ha concesso.

Il gol arrivato nell’ultimo turno di campionato non è altro che la certificazione di un percorso di crescita già ravvisabile da diverse settimane, dato che Celia stava già flirtando con l’esultanza o comunque con una più tangibile presenza negli sviluppi offensivi della SPAL.

Nella forma ideale che col passare delle giornate la formazione estense sta provando ad assumere, Celia assumerà un ruolo fondamentale.

 

 

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