Pasinato da Cittadella: divertiamoci con il Benevento

L'ex ala dell'Inter campione d'Italia al Tombolato per la prima semifinale playoff

 

 

Giancarlo Pasinato è molto più dell’ex del Cittadella che seguirà al Tombolato la semifinale col Benevento. Infatti l’ala dello scudetto targato Bersellini è di Cittadella, ha iniziato nel Cittadella e concluso nel Cittadella. Ed è abbonato al Cittadella. Domani sera, nell’ambito dell’accordo fra Lega B e Aic sugli Ex calciatori in campo, vedrà arrivare la corazzata di Cristian Bucchi e a pensarci si sfrega già le mani.

Partiamo dalla fine o meglio dal futuro, che partita si aspetta?

‘Il Cittadella non è capace di aspettare l’avversario ma gioca, se poi gli altri sono più bravi… complimenti Il Benevento doveva farla da padrona in campionato ma ha avuto alti e bassi, tuttavia ha giocatori e qualità da vendere. Anche quella di Bucchi non è una squadra che aspetta e riparte, ma impone un metodo. Ci sarà da divertirsi’.

Quindi pronostico aperto?

‘Una gara da tripla, come si dice in questi casi. Difficile sbilanciarsi. Certo il Benevento sulla carta, per organico e anche per posizione in classifica, resta favorita. Ma come accaduto anche a Spezia chi l’ha detto che il Cittadella non possa fare lo sgambetto?’.

Chiaro. Facciamo un passo indietro. Torniamo a quel 1973, a quel Pasinato che giocava negli allievi e che ebbe la possibilità di esordire in prima squadra, e a quel signore, Angelo Gabrielli, che proprio in quell’anno ebbe l’intuizione di mettere insieme le due squadre più importanti del paese…

‘Era un uomo e un imprenditore illuminato. Ero giovane e allora non capivo la portata del progetto che c’era dietro alla fusione fra Olimpia e Cittadellese, all’idea che una città di 20mila abitanti se voleva pensare in grande doveva mettere insieme le proprie forze, partendo dalle due realtà calcistiche più importanti del territorio’.

Un altro piccolo sforzo con la memoria… Come nasce il Pasinato giocatore.

‘Dai campi dietro casa dove si giocava e ci si divertiva con gli amici. Poi un giorno un cugino mi disse: andiamo a provare? Da lì iniziai, prima come difensore poi a 14-15 anni quando mi formai fisicamente da giocatore di fascia’.

Quindi dopo lo scudetto nell’Inter, il campionato vinto in B con il Milan e con l’Ascoli di Mazzone è tornato a Cittadella… Affetto o che?

‘Direi un po’ caso e un po’ opportunità. Arrivavo da un brutto incidente che mi stava compromettendo la carriera. L’allenatore di allora, del Cittadella in Serie D, mi disse: ‘dai vieni ad allenarti con noi’. Non mi sembrava vero per me che vivevo di calcio. E allora iniziai a giocare con loro e vincemmo il campionato, fu Serie C2 la prima volta per il Cittadella fra i professionisti’.

Vede spesso il Cittadella?

‘E’ il secondo anno che faccio l’abbonamento, ho una scuola calcio, l’Union campo San Martino, che non mi permette di assistere alle partite al sabato. Ma con gli anticipi e i posticipi quest’anno sono stato fortunato. Vedo una società seria, che lavora con i giovani e fa le cose per bene. Una società che negli ultimi anni è stata in grado di mantenere la categoria e da tre arriva ai playoff, giocandoli bene’.

 

 

 

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