Noto: rivoluzione culturale contro la violenza sulle donne

Il presidente del Catanzaro vicepresidente dell'impresa sociale della Lega B Big for people: sensibilizzare sulle tematiche che toccano i fragili

Foto La Presse

 

Presidente Floriano Noto, lei nell’ultima assemblea è stato nominato vicepresidente dell'impresa sociale della Lega Serie BBig for people”. Una scelta, voluta fortemente dal presidente Balata anche per la sua sensibilità verso il terzo settore…
“Sono molto grato al presidente Balata per avermi voluto alla vicepresidenza dell'impresa sociale della Lega Serie B ed è vero che la mia famiglia ha sempre dimostrato una sensibilità spiccata per il terzo settore. Ormai da anni, nelle nostre aziende, portiamo avanti una politica di strategie comportamentali che tengono conto di alcune priorità imprescindibili che, per noi, sono dei valori: l’inclusione, ad esempio, ma anche il rispetto nei confronti di società e ambiente. Il tutto finalizzato a migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita della nostra comunità di riferimento”. 

La Lega B sul fronte della responsabilità sociale ha sempre agito su tre fronti: Progetti istituzionali, Campagne di sensibilizzazione e Supporto alle emergenze. Qual è il ruolo del calcio in questo settore che chiede sempre più aiuto e attenzione?
“Non è retorica se dico che il calcio è un potente attrattore di massa. Lo dicono i numeri di chi lo segue negli stadi o attraverso la televisione. Questo significa che il nostro mondo può influenzare scelte e comportamenti di un pubblico eterogeneo e, direi, illimitato. Partendo da questa riflessione, non possiamo che assumerci la responsabilità di azioni che vadano nella direzione di sensibilizzare tutti su quelle tematiche sociali che toccano trasversalmente differenti settori e, comunque, i più fragili: dagli anziani agli adolescenti, dal bullismo ai migranti, solo per citarne alcune”. 

Sicuramente, vista la cronaca di tutti i giorni dove sono numerosi i fatti di violenza contro le donne, diventa importante informare e fare opera di prevenzione...
“Non c’è dubbio. E’ terribile quello che sta accadendo giornalmente. A mio avviso è una questione di carattere culturale. Nel 2023, sembra strano a dirsi, siamo abbastanza lontani da quella parità di genere per quale si combatte da anni. Nonostante le progettazioni messe in campo da istituzioni quali la scuola e il varo di alcune leggi ad hoc, il fenomeno della violenza sulle donne non accenna a diminuire. Bisogna fare di più attraverso la prevenzione. Come dice l’Istat, prevenire la violenza vuol dire combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per farlo, bisogna rivolgere una grande attenzione alle nuove generazioni e investire nella formazione. E’ necessario che, al di là degli slogan, ci sia un reale riconoscimento delle pari opportunità in tutti i settori della vita pubblica e privata. Passi in avanti ne sono stati fatti, è indubitabile, ma come dimostra la cronaca, non è abbastanza”.

Quindi la vostra scelta di rendere strutturale, su tutte le giornate di campionato, l’impegno per contrastare questo crimine odioso può essere vincente?
“E’ un contributo, ritengo importante, nel percorso di sensibilizzazione, a fianco di tutti gli altri “attori” che operano in questa direzione. Una parola molto abusata, ormai da tempo, è “rete”: eppure sono convinto che fare “rete” con associazioni e istituzioni sia la strada giusta per mettere in atto quella rivoluzione culturale che ritengo, come detto, necessaria per sconfiggere la violenza sulle donne. Lo scorso anno, ad esempio, l’US Catanzaro ha voluto realizzare un progetto con l’Associazione “Astarte” che opera sul nostro territorio e fornisce un aiuto concreto e fattivo nei confronti delle vittime di violenza. Abbiamo dedicato una partita di campionato a questa tematica, destinando una parte dell’incasso per finanziare le attività e i progetti a tutela delle donne seguite lungo tutto il percorso di rinserimento nel tessuto sociale. Sono entusiasta di condividere con il presidente Balata e gli altri colleghi l’idea di una LNPB attiva e protagonista nel contrastare questo crimine che, giustamente, ha definito odioso, consapevoli che le nostre società e soprattutto i nostri atleti sono un esempio per tanti adolescenti. Un loro messaggio può essere determinante e incentivare comportamenti virtuosi: non possiamo sottovalutare questo aspetto. Ecco perché il nostro impegno sarà massimo nell’ideare o sposare campagne sociali che possono contribuire a responsabilizzare, su problematiche specifiche, i nostri tifosi”. 
 

 

 

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