Nicolussi Caviglia si è ritrovato a Bolzano

Il centrocampista è tornato ai suoi livelli al Südtirol mettendosi alle spalle gli infortuni e ricevendo la chiamata di Mancini

 

 

“Ora finalmente sto bene”, si potrebbe descrivere così, con l’incipit di uno dei suoi rarissimi post Instagram, la nuova vita agonistica di Hans Nicolussi Caviglia.

Parliamo di uno dei prodotti dalla classe più pura del settore giovanile della Juventus, classe 2000 centrocampista centrale, abile tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva, con il valore aggiunto di una importante propensione all’assist ed all’inserimento sotto porta.

Una carriera iniziata presto, prestissimo, ma rallentata da una incredibile serie di sfortunati eventi.

A 16 anni, il centrocampista valdostano è già titolare inamovibile, della Juventus Under 17 di Michele Cavalli. Le prestazioni di Caviglia fanno ingolosire il tecnico della Primavera bianconera, Alessandro Dal Canto, che lo porta, sotto quota, nella rosa della stagione 2017-2018. Per Nicolussi Caviglia è quello l’anno della consacrazione. Ventisei presenze in campionato, cinque in UEFA Youth League, una bella esperienza al Torneo di Viareggio e varie apparizioni con le Nazionali di categoria.

Il ragazzo ruba l’occhio perché è forte fisicamente ma tocca bene il pallone, oltre ad essere decisivo negli ultimi metri di campo tra assist e gol. Arriva, quasi inevitabile, il paragone con Marchisio, il suo idolo. Arrivano anche gli interessamenti di diverse società di Serie A e Serie B. Ma la Juventus, il ragazzo di Aosta, lo vuole tenere sotto la propria ala protettiva e rimane alla Continassa.

E così, nella stagione 2018-2019, il centrocampista veste tre tipi diversi di casacca. Quella della Primavera dove gioca 28 volte tra campionato, Youth League e Coppa Italia, realizzando 7 reti. Quella della Juventus Under 23, dove gioca 8 partite del Girone A della Serie C e soprattutto quella della prima squadra di Massimiliano Allegri. L’esordio in Serie A arriva l’8 marzo 2019, in Juventus-Udinese 4-1 con 10 minuti in campo a cui ne seguiranno altri 29 con la Spal il 13 aprile e 15 con la Sampdoria il 26 maggio.

Arriva anche il primo titolo della carriera, lo Scudetto, ma soprattutto, arriva la possibilità di allenarsi ogni giorno con Cristiano Ronaldo, Bonucci, Chiellini, Dybala, Khedira e Matuidi.

Il passaggio successivo è il prestito con diritto di riscatto ad una società di Serie BKT per farsi le ossa. Nell’estate del 2019 il centrocampista passa al Perugia.

Gli umbri edizione 2019-2020 sono una squadra ambiziosa. In panchina c’è Massimo Oddo determinato a rilanciarsi dopo l’esonero di Crotone. In squadra spiccano Iemmello, ed alcuni talenti del calcio italiano, Vicario, Di Chiara e Carraro su tutti.

La stagione parte bene, il Perugia passa turni su turni in Coppa Italia, eliminando anche due squadre di A come Brescia e Sassuolo. A Natale il Grifone è in piena zona playoff ma poi arriva il Covid che rimescola le carte in tavola. La ripresa del campionato per il Perugia è terribile. Il Grifone scivola sempre più in basso fino a “guadagnarsi” il playout che poi perderà ai rigori contro il Pescara.

A fine stagione Nicolussi Caviglia, uno dei pochi a salvarsi dal naufragio, torna alla Juventus.

Hans svolge la preparazione con Andrea Pirlo ed Igor Tudor, si siede in panchina nel match di Serie A con la Sampdoria e poi, a fine settembre, viene girato al Parma di Fabio Liverani. L’obiettivo della Juventus è chiaro, far giocare ad Hans un intero campionato di Serie A e fargli completare il percorso di crescita.

La stagione a Parma si presenta sotto buoni auspici. Liverani lo tiene in considerazione, Nicolussi Caviglia è convocato costantemente, non esordisce in Campionato, ma gioca sempre in Coppa Italia. Sontuosa la prestazione con il Pescara, dove fornisce due assist decisivi per il passaggio del turno.

Poi il 15 dicembre 2020 l’evento che condiziona le due stagioni successive.

Durante un allenamento in preparazione di Cagliari-Parma, match dove può partire titolare, il centrocampista si rompe il legamento crociato del ginocchio sinistro. La stagione 2020-2021 di fatto è già finita.

Seguono mesi di lunghissima riabilitazione ed il ritorno in bianconero, con Allegri di nuovo sulla tolda di comando e l’opportunità di giocarsi un posto in rosa. Ma la sfortuna ha deciso di accanirsi sul giovane centrocampista. Il 17 agosto 2021, durante la preparazione il ginocchio si gonfia ad ogni scatto.

Si fanno gli esami del caso ma non risulta nulla che possa giustificare questo stato di cose.

A marzo 2022, dopo che ogni esame risultava negativo, Nicolussi e la Juventus tentano un’artroscopia diagnostica e l’esito è incredibile. Nel ginocchio operato dopo la rottura del crociato erano rimasti il Fastfix, uno strumento per le riparazioni meniscali ed una barretta di ancoraggio. Corpi estranei che impedivano al ginocchio di muoversi liberamente.

Il resto è storia di questi mesi. Hans ai primi di maggio torna a disposizione di Lamberto Zauli nella Juventus Next Gen che lo impiega, a pieno ritmo, nei playoff di Serie C con la sensazione di essere tornato quello di prima.

Ora la nuova opportunità al Südtirol con Pierpaolo Bisoli che lo ha inserito al centro del progetto.

Sedici presenze sempre partendo da titolare su 18 match di campionato, 1316 minuti, 2 gol bellissimi contro Parma e Cittadella e la ciliegina sulla torta della convocazione da parte di Roberto Mancini per lo stage della Nazionale A, prima volta ovviamente per un calciatore del Südtirol.

 “L’incubo è finito – scrive Hans su Instagram - ora riprendo la mia strada da dove mi ero fermato e con la mia stessa passione di sempre, moltiplicata per mille”.

 

 

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