Michele Mignani, elogio alla semplicità

Buona parte dell’ottima inizio del Bari in questa stagione è dovuto al pragmatismo del suo allenatore

Nella foto LaPresse l'allenatore del Bari Mignani

 

Artefice dell’ottimo Bari sin qui visto, Michele Mignani ha avuto un impatto incredibile al suo primo anno in panchina in Serie BKT.

Protagonista assoluto del ritorno dei pugliesi in Serie BKT, l’allenatore di origine genovese (ha vinto lo scudetto con la Sampdoria) ha dato un’identità forte alla sua squadra. Il blocco della promozione dalla Lega Pro, infatti, è stato arricchito con elementi che sono andati a puntellare la rosa in un mix che Mignani ha amalgamato alla perfezione nel ritiro precampionato.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2009, in seguito ad una carriera in cui si è legato a doppio filo col Siena, di cui è stato leggenda, bandiera e capitano, Mignani ha iniziato l’avventura in panchina. Un biennio ad Olbia, uno nella “sua” Siena in Lega Pro ed un altro a Modena. Nel 2021-2022, poi, la chiamata della famiglia De Laurentiis.

Dopo due anni di delusioni, a Mignani viene affidato il compito di riportare il Bari in Serie BKT. Detto, fatto. I biancorossi dominano il girone C non lasciando nulla alle avversarie e mostrando a più riprese un calcio incredibilmente efficace che permette ai pugliesi di festeggiare il ritorno nel campionato cadetto.

Nel primo scorcio della Serie BKT 2022-2023, il Bari, sulla falsariga di quanto visto lo scorso anno, appare molto concreto e compatto con alcune differenze applicate dall’allenatore per rendere al meglio nella nuova categoria. L’arrivo di Folorunsho, tornato dopo una parentesi non proprio felice nel 2019-2020, ha permesso a Mignani di cambiare gioco in alcune fasi della gara.

Gli strappi dell’italo-nigeriano, ormai da tre stagioni un top della Serie BKT, permettono ai biancorossi di essere pericolosissimi anche in fase di ripartenza oltre che in quella di possesso. Una qualità, quella impressa da Mignani alla sua squadra, che trova nell’ex Reggina e nella sorpresa Walid Cheddira due incredibili interpreti.

A dare supporto ai due appena citati, inoltre, tantissimi uomini dalla tecnica raffinatissima che sono una dichiarazione chiarissima delle idee di gioco di Mignani. Da Maita a Maiello, da Mallamo a D’Errico, da Botta a Bellomo sino ad arrivare all’eterno Mirco Antenucci: tutti calciatori dotati di un’ottima tecnica di base che permettono ai biancorossi di poter tenere il pallino del gioco a seconda della fase di gara che si affronta.

Il 4-3-1-2 di Michele Mignani al Bari è una sintesi di semplicità ed efficienza. Il Bari visto sino a questo momento è una squadra capace di giocarsela con tutti, di mostrare la propria identità ma allo stesso tempo di vestirne altre, trasformandosi in modo camaleontico dinanzi alle esigenze che le fasi delle diverse partite richiedono.

Per Mignani l’esordio assoluto nel ruolo di allenatore in Serie B nell’Open Day, è stata un’occasione speciale in cui ritrovare un vecchio amico come avversario, l’allenatore del Parma Fabio Pecchia con cui ha giocato a Siena nella stagione 2004-2005

Arrivato in Serie BKT con merito dopo aver vinto un campionato di Lega Pro, l’allenatore classe 1972 si candida a sorpresa assoluta nella sfida a tutti i suoi colleghi. Nel segno della semplicità e della concretezza.

 

 

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