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La Juve Stabia ci prova, ma il Palermo non fallisce la prima al Barbera. La Samp prende un punto a Cesena

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Classifica

Classifica Campionato Serie B
# Squadra Punti Partite Giocate Vittorie Pareggi Perse Differenza reti Situazione
1
L.R. Vicenza
3 1 1 0 0 1 Promozione
2
Arezzo
3 1 1 0 0 1 Promozione
3
Ascoli
3 1 1 0 0 1 Playoff
4
Mantova
3 1 1 0 0 1 Playoff
5
Modena
3 1 1 0 0 1 Playoff
6
Padova
3 1 1 0 0 1 Playoff
7
Empoli
3 1 1 0 0 1 Playoff
8
Palermo
3 1 1 0 0 1 Playoff
9
Südtirol
3 1 1 0 0 1
10
Sampdoria
1 1 0 1 0 0
11
Cesena
1 1 0 1 0 0
12
Catanzaro
0 1 0 0 1 -1
13
Avellino
0 1 0 0 1 -1
14
Benevento
0 1 0 0 1 -1
15
Carrarese
0 1 0 0 1 -1
16
H. Verona
0 1 0 0 1 -1 Playout
17
Cremonese
0 1 0 0 1 -1 Playout
18
Pisa
0 1 0 0 1 -1 Retrocessione
19
V. Entella
0 1 0 0 1 -1 Retrocessione
20
Juve Stabia
-2 1 0 0 1 -1 Retrocessione
  •  Promozione
  •   Playoff
  •   Playout
  •   Retrocessione
  • *Due punti di penalizzazione

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Intervista a Gabriele Moncini: il calciatore con la passione per lo studio

 

«Mi è sempre piaciuto studiare, ho frequentato il Liceo e sono riuscito a coniugare gli impegni calcistici con quelli scolastici. Una volta ottenuta la maturità liceale non mi sono iscritto all’Università, ma sto seriamente prendendo in considerazione la possibilità di studiare e giocare. I miei genitori sarebbero entusiasti di questa decisione.» Gabriele Moncini, 21 anni, attaccante del Cesena, parla di calcio e scuola, con la consapevolezza di chi, malgrado l’età, ha già vissuto gioie e amarezze. Sì, proprio così. Perché Gabriele era un ragazzino che in attacco ci sapeva fare e con i Giovanissimi del Prato si era fatto apprezzare un po’ da tutti. Il suo nome era finito sul taccuino degli osservatori della Juventus, che lo aveva invitato a Vinovo per un provino: «Andò benissimo e nella stagione 2011-12 mi ritrovai a far parte della squadra Allievi. Un sogno, perché la Juventus non solo è sinonimo di professionalità e organizzazione a tutti i livelli, ma è anche la mia squadra del cuore. Cosa deve volere di più un ragazzino? Giocavo e pure segnavo per la mia squadra del cuore…»

Il passaggio dal Prato alla Juventus ti ha stravolto la vita?

«Beh, ho dovuto lasciare casa, i miei genitori, gli amici e andare a vivere a Torino. A 15 anni non è facile… Però la mia determinazione e l’organizzazione della società mi hanno aiutato parecchio.

Vivevo allo “Juventus College” con gli altri ragazzi che non abitavano in Piemonte e i tutor che ci seguivano un po’ in tutto, scuola e vita quotidiana. Mamma e papà, invece, venivano a Torino per vedermi giocare e parlare con i professori, poi si stava un po’ insieme.»

Liceo e Juventus

E lo studio?

«A Prato ero iscritto al Liceo Pedagogico, a Torino però c’era il Liceo Sportivo che è uno Scientifico con più ore dedicate alle materie sportive, superai l’esame integrativo ed eccomi nella nuova scuola. Sono portato per le materie letterarie e non ho faticato neppure quando dopo due anni ho lasciato la Juve e a Cesena ho frequentato il Liceo in Comunicazione Pedagogica.»

Complimenti!

«Grazie, ma i complimenti me li merito non solo per il diploma, ma anche perché non è stato facile risollevarsi dalla delusione dell’addio alla Juventus.»

Racconta. Come è andata?

Continua a leggere l’intervista a Gabriele Moncini su BMagazine.

 

Highlights

Dai Club

MVP 2025/26

Intervista a Gabriele Moncini: il calciatore con la passione per lo studio

 

«Mi è sempre piaciuto studiare, ho frequentato il Liceo e sono riuscito a coniugare gli impegni calcistici con quelli scolastici. Una volta ottenuta la maturità liceale non mi sono iscritto all’Università, ma sto seriamente prendendo in considerazione la possibilità di studiare e giocare. I miei genitori sarebbero entusiasti di questa decisione.» Gabriele Moncini, 21 anni, attaccante del Cesena, parla di calcio e scuola, con la consapevolezza di chi, malgrado l’età, ha già vissuto gioie e amarezze. Sì, proprio così. Perché Gabriele era un ragazzino che in attacco ci sapeva fare e con i Giovanissimi del Prato si era fatto apprezzare un po’ da tutti. Il suo nome era finito sul taccuino degli osservatori della Juventus, che lo aveva invitato a Vinovo per un provino: «Andò benissimo e nella stagione 2011-12 mi ritrovai a far parte della squadra Allievi. Un sogno, perché la Juventus non solo è sinonimo di professionalità e organizzazione a tutti i livelli, ma è anche la mia squadra del cuore. Cosa deve volere di più un ragazzino? Giocavo e pure segnavo per la mia squadra del cuore…»

Il passaggio dal Prato alla Juventus ti ha stravolto la vita?

«Beh, ho dovuto lasciare casa, i miei genitori, gli amici e andare a vivere a Torino. A 15 anni non è facile… Però la mia determinazione e l’organizzazione della società mi hanno aiutato parecchio.

Vivevo allo “Juventus College” con gli altri ragazzi che non abitavano in Piemonte e i tutor che ci seguivano un po’ in tutto, scuola e vita quotidiana. Mamma e papà, invece, venivano a Torino per vedermi giocare e parlare con i professori, poi si stava un po’ insieme.»

Liceo e Juventus

E lo studio?

«A Prato ero iscritto al Liceo Pedagogico, a Torino però c’era il Liceo Sportivo che è uno Scientifico con più ore dedicate alle materie sportive, superai l’esame integrativo ed eccomi nella nuova scuola. Sono portato per le materie letterarie e non ho faticato neppure quando dopo due anni ho lasciato la Juve e a Cesena ho frequentato il Liceo in Comunicazione Pedagogica.»

Complimenti!

«Grazie, ma i complimenti me li merito non solo per il diploma, ma anche perché non è stato facile risollevarsi dalla delusione dell’addio alla Juventus.»

Racconta. Come è andata?

Continua a leggere l’intervista a Gabriele Moncini su BMagazine.

 

Oltre il campo

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    B4People è la piattaforma per la sostenibilità sociale e ambientale, uno strumento attraverso il quale la Lega stessa e le Società associate hanno scelto di confrontarsi con il Terzo Settore.

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    Proud To B è il progetto di attivazione e storytelling territoriale della Lega B che trasforma il campionato in un ecosistema narrativo diffuso, partecipativo e profondamente radicato nei territori.


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Intervista a Gabriele Moncini: il calciatore con la passione per lo studio

 

«Mi è sempre piaciuto studiare, ho frequentato il Liceo e sono riuscito a coniugare gli impegni calcistici con quelli scolastici. Una volta ottenuta la maturità liceale non mi sono iscritto all’Università, ma sto seriamente prendendo in considerazione la possibilità di studiare e giocare. I miei genitori sarebbero entusiasti di questa decisione.» Gabriele Moncini, 21 anni, attaccante del Cesena, parla di calcio e scuola, con la consapevolezza di chi, malgrado l’età, ha già vissuto gioie e amarezze. Sì, proprio così. Perché Gabriele era un ragazzino che in attacco ci sapeva fare e con i Giovanissimi del Prato si era fatto apprezzare un po’ da tutti. Il suo nome era finito sul taccuino degli osservatori della Juventus, che lo aveva invitato a Vinovo per un provino: «Andò benissimo e nella stagione 2011-12 mi ritrovai a far parte della squadra Allievi. Un sogno, perché la Juventus non solo è sinonimo di professionalità e organizzazione a tutti i livelli, ma è anche la mia squadra del cuore. Cosa deve volere di più un ragazzino? Giocavo e pure segnavo per la mia squadra del cuore…»

Il passaggio dal Prato alla Juventus ti ha stravolto la vita?

«Beh, ho dovuto lasciare casa, i miei genitori, gli amici e andare a vivere a Torino. A 15 anni non è facile… Però la mia determinazione e l’organizzazione della società mi hanno aiutato parecchio.

Vivevo allo “Juventus College” con gli altri ragazzi che non abitavano in Piemonte e i tutor che ci seguivano un po’ in tutto, scuola e vita quotidiana. Mamma e papà, invece, venivano a Torino per vedermi giocare e parlare con i professori, poi si stava un po’ insieme.»

Liceo e Juventus

E lo studio?

«A Prato ero iscritto al Liceo Pedagogico, a Torino però c’era il Liceo Sportivo che è uno Scientifico con più ore dedicate alle materie sportive, superai l’esame integrativo ed eccomi nella nuova scuola. Sono portato per le materie letterarie e non ho faticato neppure quando dopo due anni ho lasciato la Juve e a Cesena ho frequentato il Liceo in Comunicazione Pedagogica.»

Complimenti!

«Grazie, ma i complimenti me li merito non solo per il diploma, ma anche perché non è stato facile risollevarsi dalla delusione dell’addio alla Juventus.»

Racconta. Come è andata?

Continua a leggere l’intervista a Gabriele Moncini su BMagazine.

 


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