Vergassola nella torcida di Rebocco: 'Roba da Medioevo'

legab.it intervista i personaggi famosi delle quattro città semifinaliste dei playoff. Partiamo col comico e cantautore spezzino

 

‘Roba da Medioevo’. Lo dice tutt’altro che scocciato, ma piuttosto sarcastico, quasi divertito. Così come lo si è abituati a vedere in tv o anche sul palco. Il soggetto è Dario Vergassola e il complemento oggetto è la scaramanzia, quella che nel calcio scorre copiosa e che non perde l’occasione per spuntare, puntuale, in ogni partita che davvero conti. Non fa eccezione il quartiere Rebocco, nord di Spezia, quello dell’infanzia, della scuola e della giovinezza del comico. Ma che succede al Rebocco? “Succede questo – spiega Vergassola – Che nelle ultime gare del campionato noi sessantenni della zona ci siamo trovati in pizzeria per stare insieme con la scusa della partita. Io ci sarei andato anche per vedere le bocce, sia chiaro. Ora è capitato anche che tutte e tre le volte abbiamo vinto. L’ultima della quale con il Cesena nei playoff ho visto scene di delirio, modello Italia-Germania del mundial di Spagna ’82. Vengono i trentenni a vederci, quasi quasi l’attrazione siamo noi più che lo Spezia. E ora non c’è santo che tenga, l’appuntamento è lì, nello stesso posto, con la stessa sedia e con il medesimo menù: un po’ di focaccia di Recco poi pizza e friarielli. Manco la pizza posso cambiare, sono costretto a mangiarla così, anche se ne vorrei un’altra. Roba da psichiatria".

Ecco però tutto questo ne vale la pena per vedere lo Spezia…

"A proposito di scaramanzia evitiamo certe parole, grazie. Be’ a dir la verità ai playoff ormai siamo abituati. Tutti gli anni ci arriviamo per poi venire puntualmente disillusi. Noi però imperterriti facciamo finta di crederci come se fosse la prima volta".

Sì ma, sempre se per caso, succedesse. Come la mettiamo con la Sampdoria?

“Premetto io e il calcio non c’entriamo nulla. Ci siamo inventati con Fazio il personaggio del Vergassola cugino del Vergassola centrocampista blucerchiato per Quelli che il calcio… Io di pallone non c’ho mai capito molto. Poi a forza di andare, di seguire ho iniziato a divertirmi. Con lo Spezia è diverso, è una questione di campanilismo sempre per tornare al Medioevo. Bello, sano, finché qualcuno non lo prende come scusa per esagerare”.

Quindi?

“Quindi appuntamento al Rebocco. Ne vedremo delle belle”.
Foto la Presse