“Il presidente che amava il calcio”. Così abbiamo voluto intitolare il ricordo che apparirà nel prossimo numero del B Magazine, la rivista ufficiale della Lega B, dedicato a Gino Corioni. È stato il numero uno del Brescia dal 1992 al 2014 e, alle “Rondinelle”, ha regalato campioni come Raducioiu, Guardiola e Hagi. Ma soprattutto ha elevato la provincia al potere quando al Rigamonti ha portato il più grande talento italiano di tutti i tempi: Baggio. Aveva a cuore il calcio, soprattutto il Brescia, ma prima di acquistarlo era diventato numero uno dell’Ospitaletto, consigliere del Milan di Farina e quindi proprietario del Bologna. Era un grande intenditore di questo sport e a riprova di questo non ha mai trascurato il settore giovanile, nel quale sono cresciuti Pirlo, Bonazzoli e Baronio. Prima degli altri, consigliato dal suo direttore sportivo, aveva messo gli occhi su Kaka il quale cercò di acquistare senza però avere il sostegno degli altri imprenditori. E il sogno svanì.
Un rimpianto? Quello di non aver costruito a Brescia uno stadio degno della città e delle sue ambizioni sportive. Era il febbraio del 2013 quando scrisse una lunga letetra alla città in cui raccontò il suo calvario iniziato nel ’92 e mai terminato: Personalmente trovo assurdo che ancor oggi, a distanza di più di vent’anni,la questione stadio sia ancora irrisolta e, onestamente trovo ancora più assurdo che le scuse accampate dagli amministratori della città, cioè da coloro che volendo potrebbero risolvere il problema, siano sempre le stesse
La Lega B con il presidente Andrea Abodi e il direttore generale Paolo Bedin ha presenziato alla Camera ardente e poi al funerale tenutosi presso la Chiesa parrocchiale di Ospitaletto.