In riva all’Adige si fanno gli scongiuri, ma – dati alla mano – si mettono le bottiglie in fresco per festeggiare a maggio il pronto ritorno in A. La formazione di Pecchia si è laureata campione d’inverno e questo titolo – seppur virtuale – vale una bella fetta di promozione, visto che, nei campionati a 22 squadre, solo il Mantova 2005/06 ha fallito l’obiettivo finale a primavera. Squadra con il maggior numero di vittorie (12), attacco record (40 reti segnate), ha perso meno partite (4, come Latina e Benevento), vanta il record di rigori a favore (5, assieme all’Ascoli) ed è la cooperativa del gol con 12 marcatori diversi. Spietato nei finali di primo tempo, ha realizzato 12 dei suoi 40 gol dal 31’ al 45’ inclusi recuperi (30% del dato globale). C’è poi la carta Pazzini, il vero asso nella manica dei gialloblu: capocannoniere del torneo (16 reti), giocatore più decisivo del campionato (grazie ai suoi gol determinanti sono arrivati 18 punti ai gialloblu) ed a –3 dal suo primato personale stagionale (Sampdoria 2009/10, 19 gol). Fari puntati anche sulla rivelazione Daniel Bessa, già a segno 5 volte nelle prime 21 partite. Un neo? La difesa, troppe 21 reti subite per una capolista al giro di boa in B: infatti non succedeva dal 2009/10 (Lecce, 24). Souprayen, in campo tutti i 1890’ del torneo, è uno dei due soli giocatori di movimento ad essere rimasto in campo 21 partite e 90 minuti, come il collega di reparto Lucioni (Benevento). Ultime due cuorisità riguardano le sostituzioni: Siligardi (15 uscite anzitempo) è il giocatore più volte sostituito nel torneo, l’Hellas ha fatto 63 cambi su 63 possibili (come Cesena, Pro Vercelli, Cittadella, Spezia e Pisa).
Nella foto La Presse il capocannoniere del campionato Giampaolo Pazzini